Sovrappeso e componente psichica

Il sovrappeso non è solo uno stato fisico, ma ha una più profonda dimensione che riguarda anche la componente psichica. Numerosi studi infatti hanno dimostrato che il mondo interiore, lo stato d’animo, l’atteggiamento mentale e i pensieri influenzano notevolmente il peso. Sembra addirittura che nel 75% dei casi l’eccesso di peso abbia le sue origini nella sfera emotiva. Il rapporto che abbiamo con il cibo fin da piccoli, è carico di componenti psicologiche ed emotive del tutto personali, che possono facilitare o interferire con una sana alimentazione. Attraverso il nostro rapporto con il cibo si esprimono bisogni affettivi, sofferenze e paure. Dalle ricerche e dagli studi svolti emerge che il bisogno di mangiare molto è tipico delle persone cresciute in famiglie in cui le richieste d’affetto del bambino venivano soddisfatte con la fornitura di cibo, lasciando inascoltati i bisogni più profondi. Il bambino sviluppa così l’abitudine inconscia di associare il cibo a sentimenti di amore, sicurezza e felicità, e anche da adulto, nel momento in cui avrà gli stessi bisogni, rivolgerà le sue attenzioni verso il cibo. In altri casi invece durante l’infanzia il cibo può essere associato alla punizione, al rifiuto e alla solitudine. È dunque importante comprendere quali emozioni danno origine al bisogno di mangiare più del necessario, per recuperare il proprio equilibrio alimentare ed emotivo. Mangiare è uno dei piaceri della vita, sinonimo di socialità, amicizia, e unione, un piacere di cui si potrà godere pienamente solo quando verrà ristabilito con esso un rapporto sano ed equilibrato.

Loredana Mazzone

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