Scarpette Rosse

Quando le donne si lamentano, della violenza perpetrata ai danni di altre donne, si leva un coro di sostenitori della tesi che anche molti uomini subiscono stalking, che tante apparentemente gentili pulzelle  alzano le mani, e molte altre usano una violenza verbale veramente insostenibile… Direi che forse è il caso di fare un serio distinguo tra la moglie o la compagna di vita logorroica e rompiscatole e il killer spietato che, purtroppo spesso, si nasconde nell’uomo comune appena una donna prova a fare: una scelta di vita diversa, si innamora di un altro, decide di interrompere la relazione perché non lo ama più, respinge il corteggiamento di un uomo che non la interessa affatto o, ancora più folle e paradossale, non è più amata dal partner e diventa un ingombrante fardello da sopprimere in maniera sommaria. In Italia viene uccisa una donna ogni tre giorni, secondo le statistiche, mi sembra non ci sia lo stesso numero di vittime maschili ad opera di donne violente e persecutrici. Un fenomeno che è sicuramente difficile arginare e che lascia attoniti per le dimensioni che sta prendendo. Mi chiedo se gli psichiatri siano in grado di dare una risposta a tanta follia dilagante. Perdita d’identità? Incapacità di riadattarsi ad un cambiamento radicale della propria vita? Ancestrale senso di possesso di un oggetto – chiamato donna – che quando si accompagna a lui deve essergli votata per la vita? Non capiamo ma, in questi tempi di perdita e disorientamento sociale ed economico, uccidere una donna sembra essere molto più semplice che provare a cercarne un’altra. In tutto questo molti provano a crearsi un alibi fingendosi: stressati, depressi, malati insomma. Più volte invece di patologico non c’è nulla, almeno in senso psichiatrico propriamente detto. La lama di lucida follia, che s’insinua nella mente dell’assassino, ha i connotati di una decisione presa e maturata con abilità e calma assoluta. C’è la premeditazione e poi l’azione. Senza errori e senza via di scampo per la vittima; tutto è organizzato nei minimi particolari, ed è difficile parare il colpo se dall’altra parte c’è questa certosina struttura che sa di giallo horror. La mia voce si leva per mettere in guardia le donne. Non andate all’ultimo appuntamento per chiarire con lui; difficilmente si torna indietro vive da questo incontro. L’uomo lo chiede per risolvere il rapporto e il più delle volte ci va dotato di un’arma, come in un recente caso di cronaca successo a Catania, la ragazza massacrata a coltellate in auto dall’ex fidanzato che non si rassegnava alla fine della relazione. Di questi casi potremmo citarne a centinaia. Non fidatevi, e se notate che qualcosa suona stonato, denunciate, o quanto meno stategli alla larga e confidate i vostri timori alle persone a voi più vicine.  Abbiate cura della vostra vita. Non è vero che certe cose succedano sempre agli altri. Questa illusione è quella che non permette di agire con prudenza e buon senso. Spesso l’assassino è molto più vicino di quel che crediamo. Siamo sole in questa battaglia contro l’ignoto, e la perversione della mente umana, proviamo a tutelare noi stesse con una maggiore attenzione, magari ci può salvare la vita.

Loredana Mazzone

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