L’aumento di peso: nucleo di sofferenza

L’aumento di peso, legato a stili di vita scorretta, se non rientra con facilità e in tempi stetti determina nella persona che lo vive un riadattamento della propria immagine mentale. Con il tempo la nuova persona allo specchio dimentica chi era prima che la zavorra che si porta addosso ne alterasse la figura originaria. Andare indietro nel tempo, magari guardando delle foto in cui si era diversi, più magri, può creare un nucleo di sofferenza che tende a diventare sempre più ampio. La mente per difendersi e giustificare il nuovo stato corporeo tende a fornire degli alibi (dopo una gravidanza è normale, la menopausa porta aumento di peso, così sto bene non sono più un ragazzino, e via di questo passo) che azzerano la vocina interiore che timidamente suggerisce di trovare un rimedio prima che sia troppo tardi. I rimedi ci sono, ma bisogna motivarsi al cambiamento, volersi bene e sconfiggere dentro se stessi gli alibi, la stanchezza, la demotivazione, la voglia di lasciare tutto così com’è. Il cambiamento costa fatica, più mentale che fisica in realtà, perché fare cose nuove e diverse da ciò che si fa ogni giorno è faticoso. Ribellarsi all’inerzia dei pensieri è la prima cosa da fare, un piccolo avanzamento ogni giorno porta risultati insperati. Tutto può essere cambiato, se veramente lo vogliamo. La convinzione parte da dentro, mai da fuori di noi stessi. Scegliere è quel primo piccolo passo.

Loredana Mazzone

https://www.facebook.com/loredanamazzoneoasidelbenessere.it/

Facebook Comments

Lascia un commento