La sofferenza modifica la struttura del cervello

Le avversità, con le quali facciamo i conti tutti i giorni, possono determinare uno stato di sofferenza più o meno grave in ognuno di noi. Possono essere situazioni banali, facilmente superabili, o situazioni più importanti come per esempio: un lutto, la perdita del lavoro, una malattia. Le persone reagiscono in maniera diversa di fronte allo stesso evento, perché la percezione e l’elaborazione di ciò che arriva nella nostra vita è molto personale. Se si vive un periodo particolarmente stressante il rischio di scivolare in uno stato di sofferenza, che si protrae nel tempo, è alto. Quando questo stato diventa cronico le nostre strutture cerebrali cambiano, alterando i nostri giudizi, i nostri pensieri, e le nostre emozioni. Il lobo frontale, parte deputata a prendere le decisioni, si riduce. I gangli della base, coinvolti nel movimento, vengono danneggiati per cui anche alzarsi dal letto può diventare uno sforzo titanico. L’ippocampo, deputato allo sviluppo delle emozioni e alla memoria, perde di volume. Questo determina problemi di memoria, impotenza, ossessioni che fanno aumentare i pensieri negativi. Il nostro cervello si anestetizza, così da rimuovere lo stato di malessere e i ricordi tristi che lo hanno provocato. Per non rimanere prigionieri di questo stato e arginare il danno si possono fare alcune azioni:


1) intraprendere delle attività che provocano piacere, che entusiasmano, qualunque esse siano; serviranno a cambiare la percezione e a distrarre da pensieri ripetitivi che come un eco martellano inibendo la voglia di fare
2) riflettere sul fatto che il passato non si può più modificare, quindi tanto vale lasciarlo andare. Vivere il presente godendo delle cose semplici di ogni giorno (la compagnia di un’amica, una buona lettura, una passeggiata all’aria aperta). Piccole azioni che creano positività e benessere nella nostra mente
3) volerci bene: abbiamo una sola vita che scorre rapida, perché sprecarla rimuginando su situazioni che magari non possiamo cambiare? Se invece ci sono cose che possiamo modificare, attiviamoci, l’azione mette in moto tutto il corpo, rivitalizzandolo. Proviamo a ribaltare nella nostra testa i pensieri negativi, sostituiamoli, staremo subito meglio.

Loredana Mazzone

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