Farfalle Nello Stomaco

La vita di molti di noi scorre come un fiume tranquillo, incurante del passare delle stagioni, dei pesci che abitano il suo letto, delle rane che gracidano ai suoi bordi in estate. Poi, all’improvviso, come quando una pioggia torrenziale altera gli argini del fiume modificandone i confini e la morfologia, magari quando meno te l’aspetti, ti presenta il conto. L’avvicinarsi del temporale è preceduto da una strana elettricità nell’aria, dagli ululati dei cani che percepiscono molto prima di noi il pericolo imminente, retaggio di un ancestrale istinto di sopravvivenza, che negli esseri umani la ragione ha messo a tacere. I segnali sono subdoli, sfumati, magari senti le farfalle nello stomaco senza essere in fase di innamoramento. Una strana inquietudine serpeggia dentro il tuo animo, dormi meno bene la notte, ti stancano le chiacchiere degli amici che prima ti divertivano. Il primo pensiero è che lo stress lavorativo, le bollette da pagare, i figli che crescono, i rompiscatole che rompono le balle, tuo marito/tua moglie che somiglia sempre di più a un fantasma, siano la causa del tuo velato malessere. E provi a distrarti, a non ascoltarlo, lo ingoi, spingendolo sempre più in fondo al tuo essere sperando che non affiori più, con il desiderio di tornare a essere la persona che si alzava contenta ogni mattina, che marciava come un allegro soldatino per produrre profitti, in attesa della fine del mese che scandiva il suo tempo, facendolo scivolare via, veloce, dalla  sua vita normale, di persona normale che conduce un’esistenza normale, in attesa di una morte normale… Il pensiero dell’aldilà  fa balenare, nella mia testa, un pensiero alquanto bizzarro. Che epitaffio mettere sulla mia lapide? “Qui giace una persona normale, brava moglie, brava mamma, brava impiegata. Tutti la ricordano per lo spiccato senso del dovere, per la correttezza, per lo spirito di sacrificio, per non aver mai dato fastidio a nessuno, per essere sempre stata disponibile con tutti, per aver fatto buon viso a cattivo gioco, per aver fatto finta di non notare le storture del mondo, per essersi schierata sempre dalla parte del giusto”. E qui nasce un ulteriore pensiero bizzarro. Cosa è giusto e cosa sbagliato? Non trovo la risposta.
Farfalle nello stomaco. Cosa stona nel mio epitaffio? Ci penso un po’ e l’illuminazione arriva: strana, stridente. Mi accorgo di essere il riflesso di me stessa; di una me che non si riconosce più nel bravo soldatino che correva veloce, tra le pieghe della vita, con un’uniforme che avevano cucito per lei. La famiglia inconsapevolmente per il suo bene; la scuola consapevolmente per farla stare a testasotto tutta la vita; chi le dà da vivere garantendole il necessario per pagare tasse, bollette, vitto e alloggio (il suo e se va bene di uno o due figli), qualche giorno di ferie e, se si è fortunati, un terzo di quello che si guadagna da adulti per arrivare alla lapide da semi pezzente. Perché il rischio per la massa alla quale appartengo è, dopo una vita di lavoro, fatica, dedizione, di spegnersi nella semi indigenza.
Farfalle nello stomaco. E quando la vita che vivevi ti sta stretta, per tanti, troppi motivi che fare? Qui arriva la buona notizia e i complimenti da parte mia perché, se mi stai leggendo e ti riconosci in quello che scrivo, vuol dire che ti sei accorto, consapevolmente o inconsapevolmente. Mi chiedi di cosa ti saresti accorto? Ma è semplice, quasi elementare: anche a te la vita sta presentando il conto, ma sei tra i fortunati che se ne sono accorti. Sicuramente l’istinto di sopravvivenza, citato prima, in te non è stato completamente soppresso dal limbo che ti ha circondato, o per meglio dire dai condizionamenti del nostro vivere civile. Ti sta avvisando che devi correre ai ripari. Devi trovare un rimedio! Hai mai sentito parlare di malattie con sintomi e di malattie asintomatiche? Se la malattia, banale o grave che sia, ha un esordio senza sintomi non ci accorgiamo di essere malati e lei cova dentro di noi; terribile mostro che divora in silenzio. Quante volte ci siamo rammaricati per amici o parenti morti così all’improvviso magari per un cancro, che non ha dato segnali, portando velocemente all’esito infausto chi ne era stato colpito? I sintomi sono importanti, sia per le malattie del corpo che per quelle dell’anima. Accorgersi vuol dire poter correre ai ripari; vuol dire potersi dare un’altra opportunità; vuol dire trovare un rimedio. Popolo delle farfalle nello stomaco “benvenuti a bordo!”

Loredana Mazzone

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