Così è la vita…

Vi è mai capitato di intravedere un’alternativa al vostro lavoro, in un ambito dove vi siete relazionati con persone speciali, di successo, che sono riuscite a cambiare in meglio la loro vita lavorativa, e sarebbero felici di lavorare con voi? Ne sarete entusiasti e avrete voglia di condividere questa voglia di fare, di migliorare la vostra esistenza. Parlerete con familiari, amici, conoscenti. Pensate che l’idillio continuerà, e troverete subito anche due sole persone per comporre il vostro team costruendo il business che vi farà ottenere la libertà finanziaria? NO!
Purtroppo non sarà così, tranne che per poche miracolose eccezioni. Tutti o quasi avranno qualcosa da dire per convincervi che non funziona. Si ergeranno a esperti di economia e daranno lezioni di marketing da professori universitari, per poi dirvi alla fine, quasi prendendovi in giro, che siete degli ingenui, che non è possibile cambiare vita, che non c’è soluzione. Sapete perché sono così sicura di questo? Perché è capitato a me e a chi aveva voglia di realizzare il sogno di una vita migliore, dove non essere schiavi di un datore di lavoro o della propria professione rincorrendo spese, tasse e difficoltà. Lì scendiamo dalla nuvoletta, con la delusione a mille, e con la nostra vocina interiore che ci dice “te l’avevo detto che sei un fesso, che ti sei illuso, che non potrai mai uscire dalla vita faticosa che conduci, chi ce l’ha fatta è perché era raccomandato, perché qualcuno l’ha aiutato, o perché è stato fortunato. Lo dicevano i tuoi genitori, lo dice la scuola, lo dice la società. Ritorna dal mondo dei sogni e fai la persona seria”. Fine della discussione. Era un bellissimo sogno. Peccato fosse solo un sogno.
E dentro di noi qualcosa muore per sempre. E allora io mi chiedo: quanto è forte il nostro sogno di una vita migliore? Quanto crediamo in noi stessi? Quanto valore diamo alle nostre capacità? Quanto riusciremo a guardare con occhio critico gente che non ha mai realizzato nulla d’importante nella propria vita, ma si permette di giudicare e dare insegnamenti agli altri? Anche familiari molto intimi, perché spesso sono loro a tagliarci le gambe, per il nostro bene naturalmente, perché è normale che gli “altri sappiano cosa è bene per noi”. Più di noi stessi… Io sono stata una grande sognatrice; ma negli anni ho abbandonato molti dei miei sogni. C’era sempre qualcuno pronto a farmi vedere tutti gli aspetti negativi dei miei progetti, e ne trovavano così tanti da seppellirmici sotto. Alla fine, sconfitta, dovevo capitolare. Tutto per il mio bene, ribadisco, finché non ho smesso di sognare…
Poi qualcosa in me è cambiato: ho letto tanti libri, ho frequentato corsi, la mia mente e il mio cuore si sono espansi e ho capito. Ho capito che dovevo prendere le distanze da chi vedeva solo negativo, da chi viveva quel mondo in bianco e nero che era diventato anche il mio di mondo; ho ricominciato a sognare vedendo che i miei sogni pian piano prendevano forma, lasciando stupita prima di tutto me stessa, disillusa da anni di negatività gratuite che mi arrivavano da tutte le parti. Adesso sto imparando a camminare con i miei piedi, in un mondo che vedo nuovamente a colori, e con la testa imbottita di sogni — felice di essermi ritrovata — sono risalita dal baratro di “così è la vita” in cui ero precipitata.

Loredana Mazzone

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