Aforismi – Loredana Mazzone

Avevo un’idea diversa di te, amore, un’idea tutta mia, che non ha trovato alcun riscontro nella realtà. La consapevolezza delle bugie raccontate a me stessa mi ha guarito.

Non concentrarti su ciò che non hai. Ringrazia per ciò che hai.

La ricerca esasperata di qualcuno o qualcosa che colmi le nostre giornate, è una delle tante vie di fuga per non guardarsi dentro.

Pensi di essere vivo, in realtà attraversi la vita senza vederla, come fossi già morto. Scegli se vivere o esistere, nessuno può farlo per te.

Talvolta ti chiedi il perché le situazioni ti rovinino addosso lasciandoti stanco e senza fiato. Se non ti lasci sconfiggere dallo sconforto e ascolti, navigando leggero, determinato ad attraversare il lago delle avversità, arriva la risposta al tuo quesito. C’è sempre un qualcosa di cui abbiamo bisogno in un determinato momento e, spesso, arriva calpestando assieme a noi un sentiero di spine. Devi essere attento e cogliere quel qualcosa che avevi rimosso, che reca con sé il frastuono assordante della tua anima. Ti ripagherà dell’apparente sconfitta. È quello il dono per non aver gettato la spugna, per non esserti arreso.

La paura è un comodo rifugio. La paura non ti fa fare passi azzardati. La paura va a braccetto con la tranquillità. La paura è il tuo freno a mano. La paura è una gabbia che hai costruito per te. Tutto quello che vuoi sta dall’altra parte della paura. Varca la soglia di quella gabbia. Vivi.

Guardarsi troppo a lungo allo specchio è un rischio. Ci si può innamorare dell’immagine riflessa e, abbagliati, scivolare in un narcisismo perverso. Spariscono gli esseri che ci circondano, diventando ombre senza importanza. Questa condizione, oltremodo pericolosa per l’uomo comune, diventa deleteria se il narciso è persona che ha responsabilità nei confronti di altri individui. Diffidiamo da chi non volge lo sguardo, da chi pecca per mancanza di umiltà, da chi si ricorda delle “ombre” che lo circondano quando ci si aspetta che lo faccia. I narcisi non guariscono. Mai

Sfuggire il dolore, anche nella ricerca della novità, è un modo per garantirci la sopravvivenza. Questa anestesia emozionale indotta è il nostro peggior limite. La vita non è solo questo, è molto altro.

Attingere alle proprie risorse implica un allenamento durissimo alla fatica, all’impegno. Le pillole di felicità, inflazionate e alla portata di tutti, sono l’oppio di chi ha il timore di guardarsi dentro.

L’arma più potente che l’uomo ha a disposizione per suicidarsi? L’uso scorretto delle parole. Le proprie.

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